Storia della rivista

Il p. Eleuterio Tonini da Rovigo, primo custode cappuccino del santuario di Castelmonte, indicava le finalità della nuova pubblicazione nel numero di saggio del Bollettino: far scendere dal monte la parola di Maria, per arrivare «ai tanti devoti e rassicurarli che non sono dimenticate le loro suppliche e che anche da lontano la Vergine benedetta di Castelmonte li guarda e protegge. E questa parola di Maria discenderà dal monte portata dal Bollettino» (MdC 1, novembre 1914, p.1).
«Il programma del nostro piccolo periodico è presto detto: “Mantenere e per quanto è possibile aumentare la divozione a Maria in genere, ed in particolare al nostro antichissimo Santuario”…».
Appena salito a Castelmonte (5 settembre 1913), p. Eleuterio aveva subito pensato a un organo di stampa del santuario, ma la cassa era malinconicamente vuota. Dopo qualche mese, tuttavia, come una grazia della Madonna arrivò un consistente contributo, come racconterà il Bollettino di febbraio del 1943: «Nel 1914, quando si pensava di fondare il Bollettino della Madonna, ma non si poteva, per mancanza di mezzi, una sera d’inverno, sotto il fioccare della neve, Giuseppe Brosadola [avvocato, sindaco di Cividale, benemerito in campo politico e religioso, ndr] si presentava al p. Custode e gli poneva in mano una somma vistosa (Lire 350) che permise di cominciare la pubblicazione del Bollettino».
Del numero di saggio (novembre 1914) furono stampate e distribuite gratuitamente circa mille copie, che fruttarono 500 adesioni, in gran parte di parroci del Friuli. Alla fine del primo anno, gli abbonati erano già 2.000. La pubblicazione fu sospesa dopo la rotta di Caporetto (24 ottobre 1917) e riprese solo nell’aprile del 1921, sempre di 8 pagine, che, via via, aumentarono: 18, 16, 24… Per il 70° «compleanno» (1983) si operò un notevole restyling: formato di cm 18,5x26, pagine 28 (dalle precedenti 24). Infine, col primo numero del 1987, le pagine furono aumentate alle attuali 40.
Il numero degli abbonati crebbe rapidamente: nel settembre 1922 erano 5 mila, 38 mila nel 1933; raggiunsero il massimo nel decennio 1960-1970, con oltre 70 mila copie stampate e spedite, di cui una discreta percentuale inviata agli associati emigrati in vari Paesi del mondo.
Particolarmente meritoria fu l’azione d’apostolato della buona stampa da parte di zelatori e di zelatrici, specialmente nel primo periodo di vita della rivista, che diffusero il Bollettino di porta in porta, raccogliendo annualmente la quota associativa. Il numero di zelatrici e zelatori raggiunse, negli anni 1980, quota 2 mila circa. L’assoluta maggioranza era costituita da donne (anziane, adulte, giovani e anche ragazzine, come testimoniano gli apprezzamenti in vari numeri del Bollettino). Ci sono ancora oltre 700 zelatrici e zelatori che offrono generosamente la loro preziosa opera di animazione e di raccolta delle quote associative.
Attualmente, fine 2009, il nostro Bollettino è inviato in oltre 40 mila copie mensili agli associati alla «Confraternita Universale Madonna di Castelmonte» in Italia e nel mondo.


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